The Salt Journal · 01

Tra Destino e Caso

Tra Destino e Caso — confezioni di sale artigianale

Via! Si parte. Benvenuti nel primo articolo di THE SALT JOURNAL.

Questo nuovo spazio sarà il mio contenitore personale di pensieri, immagini, incontri e racconti. Un luogo dove raccogliere considerazioni e approfondimenti su territori, persone, prodotti, produttori, artisti e artigiani d'Italia. Naturalmente ci saranno articoli sul sale e sul suo straordinario viaggio accanto all'uomo.

E poi ci sarà il mio amatissimo secondo romanzo. Anzi, i suoi stati di avanzamento. Poiché non so quando troverò il tempo per completarlo e pubblicarlo integralmente, ho deciso di condividerne il percorso, episodio dopo episodio, appunto dopo appunto. Il titolo provvisorio è Il Capitano Letoile e il ritorno di Regina Clue, naturale continuazione de Il Sale del Führer, il mio primo romanzo.

Ho riflettuto a lungo su quale dovesse essere il primo articolo di questo Journal. Alla fine ho scelto un titolo che mi accompagna da molti anni: Tra Destino e Caso. Due forze invisibili che, ne sono convinto, hanno influenzato profondamente il mio percorso di vita. Proprio come il sale.

Ci sono storie che iniziano da un progetto.

Altre da un'intuizione.

Altre ancora da un sogno.

La mia, invece, è iniziata in modo del tutto inatteso da una semplice confezione di sale. O almeno così credevo.

Per anni ho raccontato e divulgato il valore di quello che amo definire l'Alimento Invisibile. L'ho studiato, degustato, insegnato, scritto e portato in giro per l'Italia attraverso il mio format THE SALT. Oggi THE SALT è diventato qualcosa di più ampio: un luogo dove raccontare persone, territori, mestieri, artigiani, chef, imprenditori e identità. Il sale è diventato una chiave di lettura del mondo. Una sorta di portale che mi permette di scoprire e raccontare storie straordinarie.

Ma quando è iniziato tutto questo? È una domanda che mi viene posta spesso. Come accade per tutte le grandi passioni, ho sempre pensato che la mia fosse nata per caso. Poi ho capito che forse il Destino aveva iniziato a lavorare molto prima.

Sono nato e cresciuto a Taranto, la Città dei Due Mari. La città dove Napoleone Bonaparte fece costruire, attraverso Gioacchino Murat, una delle più grandi saline d'Europa grazie a una straordinaria opera di ingegneria idraulica. Ma non finisce qui. Per oltre vent'anni ho vissuto con la mia famiglia in una strada dal nome che oggi mi appare quasi profetico: Via Salinella. Solo molti anni dopo scoprii che proprio lì sorgeva una delle antiche saline della città. La Salinella.

Un dettaglio. Una semplice coincidenza.

Oppure il primo indizio?

All'epoca lavoravo nel mondo del doppiaggio con la mia società, Beep Studios, una realtà che ho amato profondamente. Le mie giornate trascorrevano tra documentari, serie televisive, studi di registrazione e incontri con broadcaster e televisioni nazionali. Del sale sapevo poco o nulla. Per me esistevano semplicemente due categorie: quello grosso e quello fino.

Poi arrivò Parigi. Eravamo nella capitale francese per una fiera di design. Al termine della giornata decidemmo di visitare le Galeries Lafayette Gourmet, uno spazio allora innovativo dedicato esclusivamente alle eccellenze gastronomiche. Passeggiando tra gli scaffali notai decine e decine di confezioni di sale. Tutte diverse. Tutte affascinanti. Molte erano Fleur de Sel raccolte a mano e provenienti da luoghi differenti della Francia.

Le persone ne acquistavano diverse confezioni alla volta. Io osservavo incuriosito. In realtà, all'inizio, non avevo nemmeno capito che si trattasse di sale. Poi, quasi d'impulso, decisi di comprarne alcune. Forse per curiosità. Forse perché certi incontri avvengono prima ancora che la ragione riesca a spiegarli.

Tornato a Roma, dopo qualche settimana, aprii la prima confezione. Era una Fleur de Sel di Guérande. La osservai. La toccai. E accadde qualcosa che ancora oggi faccio fatica a descrivere. Quel sale era vivo. Aveva un'identità. Un carattere. Una personalità. Sembrava raccontarmi il luogo da cui proveniva.

Ne aprii un'altra. Poi un'altra ancora. Ogni volta era diversa. Ogni volta trasmetteva sensazioni nuove. Fu in quel momento che compresi che il sale non sarebbe più stato, per me, un semplice ingrediente. Era cultura. Era storia. Era territorio. Era umanità.

Da quel giorno iniziai a studiare. Libri, saline, documenti antichi, viaggi, incontri, degustazioni. Un percorso che mi avrebbe portato prima a scrivere THE SALT – Elogio al Sale. L'Alimento Invisibile, il primo atlante-trattato dedicato al sale, e successivamente a sviluppare percorsi divulgativi, esperienze sensoriali e progetti di narrative branding capaci di raccontare l'identità delle persone e delle aziende attraverso il suo mondo.

In fondo THE SALT JOURNAL nasce dalla stessa domanda che continua ad accompagnarmi ancora oggi: quante storie straordinarie si nascondono dietro le cose che consideriamo ordinarie?

Se tutto sia iniziato per caso oppure se il destino avesse già preparato la strada, ancora oggi non lo so. So soltanto che da quel giorno a Parigi nulla è stato più lo stesso. E che, molto spesso, un pizzico di sale può davvero fare la differenza.

Paolo Santoro — The Salt Man